Festival Internazionale del Film di Roma

CinematografiaL’ultimo festival è terminato poco tempo fa, il 4 novembre, e anche tale manifestazione è stata caratterizzata dall’omaggio ai primi 150 anni d’Unità d’Italia che, per un’occasione del genere ha riguardato la proiezione del film muto di Mario Camerini “Rotaie” che racconta la rinascita italiana dopo la crisi del ’29. E’ stato presentato anche l’attualissimo “I cannibali” di Liliana Cavani, attuale anche per l’anno di uscita del film, il 1969, nonostante fosse rappresentata la tragedia di Sofocle, una riflessione e un ripensamento sull’autorità del potere.

I premi del Festival Internazionale del Film di Roma

La giuria del Festival Internazionale omaggia i concorrenti con 5 tipologie di premi riconosciute dal resto delle realtà cinematografiche del mondo ma soprattutto riconosciuti dai componenti della giuria di spessore internazionale. Infatti a quest’ultima edizione erano presenti personaggi come Roberto Bolle, Susanne Bier, David Puttmann, Debra Winger per la selezione ufficiale. Da qui emergono i talenti italiani e non, ed è da osservare il nome riportato da ogni premio di stampo prettamente italiano: 3 premi Marc’Aurelio, Premi speciali Marc’Aurelio e il gran premio, il premio Marc’Aurelio all’attore e agli esordienti e il premio per il miglior documentario. E’ presente anche il premio assegnato dal pubblico che quest’anno è stato vinto da Sebastian Borensztein con “Un cuento chino”, solo questo è chiamato premio BNL. Sono presenti anche i cosiddetti premi collaterali promossi da associazioni di categoria (premio L.A.R.A.) o sponsorizzati da enti interessati come il WWF, l’Enel Cuore, l’HAG.

La composizione del Festival Internazionale del Film di Roma

Si può dire che il Festival lavora durante tutto l’anno, in quanto possiede due settori “il mercato internazionale del film” e “La fabbrica dei progetti”. Quest’ultima collabora con il New Cinema Network con il quale promuove e sostiene il cinema indipendente. In tale rete gli autori dei film indipendenti riscontrano la possibilità di entrare in contatto con la struttura e i soggetti che reggono l’industria cinematografica a livello europeo. Il mercato del Festival, invece, intende promuovere lo scambio degli “arnesi da lavoro” per gli interessati. Quindi provvede alla distribuzione e promozione di proiezioni, di workshop, di convegni, di videolibrary volti a sostenere l’industria cinematografica italiana e lo stesso Festival.

Foto: Alexander Vasilyev – Fotolia

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Cinecittà

Studio registrazioneIncredibilmente la capitale del cinema italiano è stata fondata da Benito Mussolini con i fondi pubblici. Cinecittà, con i suoi molteplici studi cinematografici, è stata costruita a Roma vicino al Centro Sperimentale di Cinematografia e inaugurata nel 1937. Utilizzata a tutt’oggi per le produzioni sia televisive che pubblicitarie, è il simbolo del grande cinema neorealista italiano e delle icone dei registi e degli attori che hanno segnato la storia del cinema mondiale, come Federico Fellini, Vittorio De Sica, Sofia Loren, Anna Magnani.

I set di cinecittà

Cinecittà è stata simbolicamente ribattezzata “Hollywood sul Tevere” visto che dopo il neorealismo, anche la commedia all’italiana ha mantenuto il titolo di capitale del cinema. Ma non solo per questo, moltissime produzioni statunitensi trovarono il proprio set a Cinecittà: la major americane girarono a Cinecittà “Ben Hur” del 1959, “Cleopatra” del 1963 con Elizabeth Taylor e Richard Burton come anche “Il gattopardi” di Luchino Visconti che fu interamente sovvenzionato dalla casa di produzione 20th-Century-Fox. Dunque Cinecittà è stata attraversata dalle star e dalla produzione cinematografica hollywoodiana ma allo stesso tempo ha difeso le produzioni italiane proprio dal grande colosso statunitense. E così fu per tutto il periodo delle produzioni delle commedie all’italiana, dalla satira acuta e anche bonaria che rappresentavano i vari contesti storici attraversati dal paese e interpretati da Walter Chiari, Vittorio Gassman, Nino Manfredi, il grande Alberto Sordi, l’unico Totò e Ugo Tognazzi con il regista Federico Fellini che più di tutti è l’emblema di Cinecittà.

Cinecittà oggi

I set di Cinecittà si offrono per molteplici produzioni avendo a disposizione circa 40 ettari di suolo tutti dedicati alle ambientazioni e alle strutture cinematografiche e i cui viali alberati fanno innamorare gli attori che ci dovranno passare intere giornate. All’interno ospita anche l’Istituto Luce, struttura voluta dallo stesso Benito Mussolini ma da utilizzare solo per usi propagandistici e didattici. A oggi, oltre a costituire un archivio storico di videoregistrazioni sulle Storia d’Italia e non solo, si occupa della messa in onda di ottimi e affascinanti documentari. Mentre gli stabili di Cinecittà sono stati privatizzati e una nuova area è stata dedicata a delle ottime produzioni digitali.

Foto: DeshaCAM – Fotolia

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Lazio Film Commission

Sala cinematograficaDi giovane costituzione, nel recente 2007, la Fondazione riunisce finalmente le potenzialità della Roma e della Lazio Film Commission allo scopo di favorire maggiormente l’imprenditorialità e il turismo cinematografico che il territorio offre per vie naturali: strade, residenze storiche, monumenti, chiese, affreschi e mosaici, sculture e architetture artistiche che caratterizzano il patrimonio artistico ereditato naturalmente dalla capitale del mondo.

Il lavoro della Lazio Film Commission

Attualmente la fondazione sta lavorando al sostegno degli sceneggiatori italiani e francesi al fine di un connubio tra creatività dell’una e dell’altra nazione che in Europa rappresentano le migliori espressività cinematografiche. Così la Lazio Film Commission sta promuovendo progettualità a sostegno prima di tutto del lavoro di sceneggiatura, ovvero della scrittura dei testi, dei dialoghi, dei luoghi e delle annotazioni tecniche dei film che la Lazio Film Commission avrà tutto l’interesse di promuovere come prodotto dell’Atelier Farnese. Nell’ambito della promozione di giovani autori, registi e attori è interessante il lavoro che la fondazione sta portando avanti con il Cinecampus, ovvero un laboratorio a cui registi e attori riconosciuti come Ornella Muti, Marco Bellocchio, Carlo Lucarelli, Paolo Virzì, Giovanni Veronesi conducono i laboratori di cinema organizzati dalla Lazio Film Commission. Di fatto i partecipanti al Cinecampus hanno conquistato anche il premio di miglior film nella Vetrina dei Giovani Cineasti Italiani con la presentazione di “Appartamento ad Atene” diretto da Ruggero Dipaola con cui la Lazio Film Commission si è presentata al recente Festival Internazionale del Film di Roma.

La Lazio Film Commission su smartphone

Per gli appassionati è possibile scaricare l’applicazione per smartphone con cui è possibile aggiornarsi e seguire qualsiasi novità cinematografica sfornata dalla città che più di tutte rappresenta il cinema italiano. Si tratta di un’applicazione voluta dal Ministero dei Beni e le Attività Culturali. L’applicazione è scaricabile in maniera gratuita da App Store ed è indicata come i-MiBAC Cinema offerta per seguire le news e gli approfondimenti e tra poco anche per ricevere parti didattico-formative per chi vuole seguire un’altra arte per cui l’Italia è un’ottima rappresentante. E’ necessario specificare che tale applicazione è stata prodotta specificamente per la Lazio Film Commission.

Foto: max blain – Fotolia

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La Mostra del Cinema di Venezia

CinematografiaLa Mostra del Cinema nasce nel 1932. Passa sotto il nome della Biennale di Venezia che in realtà include la Mostra del Cinema di Venezia. Esiste da ormai 68 anni ed è ambita dalle migliori star di Hollywood. Il tappeto rosso e le centinaia di flash delle macchine fotografiche che andranno a riempire altrettante centinaia di riviste cinematografiche e di gossip attendono con enfasi giornalistica l’evento di cui parleranno per lungo tempo, presentata dal direttore della Mostra Marco Müller, produttore e critico cinematografico italiano.

Pietre miliari della Mostra del Cinema di Venezia

I Leoni d’Oro al miglior film o alla carriera assegnati dalla Mostra del Cinema di Venezia hanno determinato la storia del cinema mondiale e la vita dei divi del cinema. In 68 anni di vita, si può dire che il palcoscenico del Lido di Venezia è stato attraversato dalle icone del cinema fin dagli anni Quaranta che hanno visto arrivare in Italia registi del calibro di Fritz Lang, Duvivier, Orson Welles e i grandi attori come Rita Hayworth e Anna Magnani premiata nel 1946 con la Coppa Volpi come migliore attrice. Successivamente i volti e i nomi si rinnovano con premi assegnati al giovane Marlon Brando, ad Alberto Sordi, Silvana Mangano in particolare per il film di Mario Monicelli “La grande Guerra”. Ma ciò che caratterizza gli anni Cinquanta sono la diffusione e la sperimentazione di altri stili cinematografici accolti dalla Mostra del Cinema di Venezia. Infatti al Lido giungono registi e attori giapponesi, indiani, dell’Est Europa e molti francesi.

Novità alla Mostra del Cinema di Venezia

Oggi sono i motoscafi che fanno sbarcare i divi del cinema internazionale alla mostra. Sembra un traguardo per il solo fatto di raggiungerlo con giornalisti e fotografi alle calcagna. Le vere novità di quest’anno sono state rappresentate dall’ampia schiera di giapponesi e cinesi presenti che si sono guadagnati i premi più prestigiosi. Infatti il premio per la miglior regia è assegnato al cinese Shangjun CAI con “People Mountain People Sea”, la Coppa Volpi alla cinese Deanie Yip per l’interpretazione di “A Simple Life”, come il premio Marcello Mastroianni per giovane attore emergente donato all’ottima interpretazione di un esordiente giapponese.

Foto: Ian O’Hanlon

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La cinematografia italiana

Cinematografia nel mondoForse è l’arte che ha vissuto la più rapida evoluzione rispetto alle altre, dal muto al sonoro, dal bianco e nero alla visone a colori, dal breve al lungo film, l’arte cinematografica ha conosciuto, nell’arco di un secolo, impressionanti passi in avanti. Dalla fine dell’Ottocento a fine Novecento la proiezione delle immagini fisse che diventano film, i testi, i dialoghi, le storie, gli attori sono diventati l’arte che offre sogni al più vasto pubblico. E l’Italia, come capitale mondiale dell’arte, non è mancata nel diventarne protagonista.

Storia della cinematografia italiana

Filoteo Albertini nel 1895 creò il cinetografo, uno strumento in grado di incidere, mettere le immagini in movimento e proiettarle. La cinematografia italiana inizia da questo strumento che a distanza di 10 anni ottiene come primo risultato “La presa di Roma” del 1905. Ciò si svolge a Torino mentre il resto d’Italia è già colmo di sale cinematografiche, oltre 500 nel 1907. La prima fase della cinematografia italiana fu caratterizzata dalla produzione dei kolossal storici come “Quo vadis?” e “Cabiria” e i melodrammi come “Assunta spina” interpretata dalla famosa Francesca Bertini. La prima guerra mondiale bloccò la produzione dei primi capolavori della cinematografia italiana dando spazio, in tal triste periodo, a pochi film d’avventura. A differenza di altri settori, il cinema, fu promosso e fortemente sostenuto dal regime fascista poiché considerato utile per la propaganda. Tanto da rimpinguare il numero degli studi cinematografici italiani e addirittura richiamare in Italia registi e autori fuggiti dal regime fascista italiano come Augusto Genina e Carmine Gallone, o dalla Germania nazista poiché di origini ebraiche.

Il neorealismo per la cinematografia italiana

Dopo il fascismo ci fu un periodo abbastanza “leggero” per la cinematografia italiana tanto da prendere il nome di “Cinema dei telefoni bianchi” poiché si trattava di film ambientati in ambienti alto-borghesi. Solo dopo questa fase esplode a livello mondiale il cinema italiano col suo neorealismo che toccherà l’apice di questa nuova arte. Così si avrà “Roma città aperta” di Rossellini interpretato dalla magnifica Anna Magnani e tanti altri come “Sciuscià” e “Ladri di biciclette” di Vittorio De Sica e Zavattini, altri ancora di Luchino Visconti.

Foto: icholakov – Fotolia

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