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	<description>Per gli amanti del cinema italiano</description>
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		<title>I doppiatori: voci note e immortali dell&#8217;immaginario collettivo</title>
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		<pubDate>Thu, 02 Feb 2012 08:13:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ciak</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cinematografia italiana]]></category>
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		<description><![CDATA[L’Italia vanta una grandissima tradizione nel doppiaggio. I doppiatori infatti sono nella maggior parte dei casi anche attori , alcuni talmente famosi che sono ormai diventati immortali nell’immaginario collettivo degli spettatori. Ferruccio Amendola, il doppiatore di tante star hollywoodiane La voce di Ferruccio Amendola è stata per almeno due generazione di spettatori la voce italiana [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.laziofilmcommission.it/wp-content/uploads/2012/02/doppiatori-300x200.jpg" alt="voci note e immortali dell&#039;immaginario collettivo" title="I doppiatori: voci note e immortali dell&#039;immaginario collettivo" width="300" height="200" class="alignleft size-medium wp-image-93" /><strong>L’Italia vanta una grandissima tradizione nel doppiaggio. I doppiatori infatti sono nella maggior parte dei casi anche attori , alcuni talmente famosi che sono ormai diventati immortali nell’immaginario collettivo degli spettatori.</strong></p>
<h2>Ferruccio Amendola, il doppiatore di tante star hollywoodiane</h2>
<p>La voce di Ferruccio Amendola è stata per almeno due generazione di spettatori la voce italiana di attori famosissimi in tutto il mondo. La sua professionalità indiscussa faceva si che  egli caratterizzava ogni personaggio che doppiava con sfumature diverse ogni volta. Fino alla sua morte, avvenuta nel settembre del 2001, è stato il doppiatore ufficiale di Robert De Niro, Dustin Hoffman, Sylvester Stallone. Per quanto riguarda Robert De Niro, ha dato il suo apporto infondibile a tutti i film in cui l’attore ha lavorato con Martin Scorsese, come Taxi Driver, Quei bravi ragazzi , Toro Scatenato solo per citarne alcuni. È stato il suo doppiatore anche in film di registi italiani  come Novecento di Bernardo Bertolucci o C’era una volta in America di Sergio Leone. Nell’immaginario collettivo di tutti gli italiani, Rocky che ha doppiato dal secondo film ,e Rambo hanno la sua inconfondibile voce.  Quello di Ferruccio Amendola è uno dei pochi casi in cui il nome del doppiatore viene scritto  per primo nei titoli di testa nella parte relativa alla post-produzione italiana. Questo dimostra l’importanza che ha il doppiaggio nella nostra tradizione cinematografica, tanto che non si parla solo di doppiatori, ma di attori-doppiatori. Un caso a parte è quello di Al Pacino. Amendola l’ha doppiato in molti film famosi come Serpico e Il Padrino, mentre in alcuni altri come ad esempio Quel pomeriggio di un giorno da cani o Carlito’s way è stato doppiato da un altrettanto famoso  attore che si cimenta spesso nel doppiaggio: Giancarlo Giannini.  È sua la voce di alcune interpretazioni di Jack Nicolson come  Shining di Stanley Kubrik,e  Professione: Reporter di Michelangelo Antonioni. </p>
<h2>Il doppiatore italiano di Woody Allen: Oreste Lionello</h2>
<p>In Italia, vi sono molti appassionati dei film di e con Woody Allen. Per tutti i suoi film la voce italiana questo regista e attore statunitense è stata quella di Oreste Lionello. È stato il suo doppiatore per oltre trenta film tra i quali vi sono Manhattan, Zelig, Prendi i soldi e scappa fino ai più recenti Harry a Pezzi o Tutti dicono I love you. Oreste Lionello è  stato il suo doppiatore ufficiale fino alla sua morte avvenuta circa due anni fa. La sua voce inconfondibile rimarrà nell’immaginario collettivo come la voce di Woody Allen. Lionello ha doppiato nel corso della sua lunghissima carriera altri attori famosi come Gene Wilder e Peter Sellers. È sua la voce italiana di Charlie Chaplin nel ridoppiaggio del 1972 de Il Grande Dittatore. Lionello ha prestato la sua voce anche ai cartoni animati. Per quanti riguarda quelli per il cinema, si ricordano   Gli Aristogatti, Cenerentola  e Z La formica, solo per citarne alcuni, invece per quanto riguarda quelli in televisione è stato Gatto Silvestro e Topolino e Paperino nei cartoni Disney degli anni sessanta. Da non dimenticare poi la serie Tv Mork e Mindy in cui doppiava un Robin Williams alle prime armi.   </p>
<p>Foto: overdriven &#8211; Fotolia.com</p>
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		<title>Visite guidate agli studios italiani</title>
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		<pubDate>Sun, 15 Jan 2012 08:05:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ciak</dc:creator>
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		<description><![CDATA[In Italia gli studi cinematografici più famosi sono quelli di Cinecittà a Roma. Attualmente sono anche gli unici che consentono delle visite guidate al loro interno. Gli studi cinematografici di Cinecittà A pochi chilometri dal centro di Roma, nella periferia sud est, sorgono i più antichi e famosi studi cinematografici italiani, gli studi di Cinecittà. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.laziofilmcommission.it/wp-content/uploads/2012/01/visite-293x300.jpg" alt="Visite guidate agli studios italiani" title="Visite guidate agli studios italiani" width="293" height="300" class="alignleft size-medium wp-image-91" /><strong>In Italia gli studi cinematografici più famosi sono quelli di Cinecittà a Roma. Attualmente sono anche gli unici che consentono delle visite guidate al loro interno.</strong></p>
<h2>Gli studi cinematografici di Cinecittà</h2>
<p>A pochi chilometri dal centro di Roma, nella periferia sud est, sorgono i più antichi e famosi studi cinematografici italiani, gli studi di Cinecittà. Negli anni cinquanta vi sono stati girati tra i più grandi colossal hollywoodiani della storia come Cleopatra con Liz Taylor e Quo Vadis? e Ben Hur. Per quanto riguarda gli  italiani, il regista che meglio si identifica con Cinecittà è Federico Fellini, il quale ha girato la maggior parte dei suoi film proprio in questi studi, in particolare nello Studio 5 che è attualmente il più grande teatro di posa in Europa.  Oggi Cinecittà non ha perso il fascino che esercitava negli anni d’oro del cinema, anzi si è arricchita di produzioni, molte delle quali straniere. Tra tutti, basti ricordare che il regista statunitense Martin Scorsese vi ha girato il suo famoso film Gangs of New York con Leonardo di Caprio. Ora  il set che ricostruisce la New York dell’ottocento è uno dei luoghi aperti al pubblico e quindi visitabili. Attualmente gli studi ospitano le produzioni di fiction e di programmi televisivi nazionali.</p>
<h2>Visite guidate agli Studi cinematografici di Cinecittà</h2>
<p>Da qualche tempo a questa parte, Cinecittà apre i suoi cancelli ai visitatori esterni per far rivivere a tutti gli appassionati e non solo la magia del cinema. L’iniziativa si chiama Cinecittà Si Mostra ed offre tutta una serie di percorsi finalizzati a ripercorre la storia di questi studios che in molti hanno definito La città dei Sogni. L’intento principale della mostra è quello di rendere omaggio a tutti colori i quali hanno fatto  la storia di questi studi, che l’hanno resa grande e fatto in modo che solo la parola Cinecittà evochi il cinema nel suo insieme. Quindi non solo omaggi ai grandi nomi di registi e produttori, ma anche a tutti coloro i quali hanno lavorato e lavorano dietro le quinte, come i scenografi, i costumisti, i sarti, persone senza le quali non si potrebbe realizzare quella magia che il cinema evoca.  Sono tanti gli spazi espositivi a disposizione del visitatore. Prima di tutto la Palazzina Presidenziale Direzione Generale. In questa costruzione si entra nel vivo della visita. Si possono infatti capire e ammirare tutte le fasi della preparazione e realizzazione del film. È divisa in sale: si passa da quella dedicata ai costumi dove si possono ammirare una selezione di abiti indossati da alcune delle più note star internazionali, a quella della post produzione dove viene spiegato tutto il processo che va dalle riprese, al montaggio e alla stampa. Nella Palazzina Fellini invece si può fare un immersione nella storia degli Studi di Cinecittà. Per quanto riguarda gli spazi all’aperto, sono visitabili il set del film di Martin Scorsese  Gangs of New York e l’immenso set della Roma dei Cesari. Per i più piccoli vi è il  Cinebimbi laboratorio creativo per bambini dai 5 ai 10 anni.  </p>
<p>Foto: Phase4Photography &#8211; Fotolia</p>
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		<title>Magazzinaggio e logistica nella capitale del cinema</title>
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		<pubDate>Mon, 05 Dec 2011 07:53:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ciak</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Roma è la capitale italiana del cinema. Nella Città Eterna vengono girati non solo film italiani, ma molto spesso anche internazionali, soprattutto statunitensi, tanto da essere stata definitiva più volta la Hollywood sul Tevere. Tutte queste produzioni necessitano di un supporto logistico capillare ed efficiente. I punti di riferimento per la logistica cinematografica Gli Studi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.laziofilmcommission.it/wp-content/uploads/2012/04/magazzini-300x194.jpg" alt="I magazzini di Cinecittà " title="Magazzinaggio e logistica nella capitale del cinema" width="300" height="194" class="alignleft size-medium wp-image-32" /><strong>Roma è la capitale italiana del cinema. Nella Città Eterna vengono girati non solo film italiani, ma molto spesso anche internazionali, soprattutto statunitensi, tanto da essere stata definitiva più volta la Hollywood sul  Tevere. Tutte queste produzioni necessitano di un supporto logistico capillare ed efficiente.</strong></p>
<h2>I punti  di riferimento per la logistica cinematografica</h2>
<p>Gli Studi di Cinecittà, oltre ad essere la sede dei più grandi studi cinematografici d’Europa, è anche un punto di riferimento importante per quanto riguarda l’organizzazione di tutto ciò che ruota intorno alla realizzazione e produzione di un film.  Nello specifico, gli Studi Cinematografici di Cinecittà noleggiano le apparecchiature tecniche per le riprese cinematografiche. Il loro magazzino mette a disposizione macchine da presa sia tradizionali, in 35 e in 16mm, che quelle di ultima generazione con tecnologia digitale. È possibile noleggiare obiettivi, carrelli, dolly, e tutto quello che riguarda l’illuminazione, quindi proiettori e lampade di ogni tipo. Oltre a questo, gli Studi di Cinecittà mettono a disposizione un servizio di trasporti cinematografici. Il magazzino è costantemente aggiornato con le tecnologie più moderne. A Roma, l’altro polo importante per questa tipologia di servizi è rappresentato dagli ex Studi De Paolis, diventati oggi Studios, Stabilimenti Cinematografici e multimediali, situati nella storica sede di Via Tiburtina 521. Offrono servizi riguardanti il noleggio delle vetture e di tutti i mezzi tecnici. È presente un magazzino di fondali scenografici e un deposito per tutti  i materiali di scena come  e per le attrezzature tecniche. All’interno della struttura è presente anche un servizio di assistenza tecnica e di assistenza grafica e multimediale, e anche un servizio di lavanderia. </p>
<h2>I servizi di magazzinaggio e trasporti cinematografici</h2>
<p>Nella città di Roma sono presenti numerose aziende che si occupano di tutta una serie di servizi legati all’organizzazione di una macchina complessa quale è il cinema. In particolare, il servizio magazzinaggio diventa di particolare importanza perché le produzioni talvolta durano parecchie settimane e questo servizio si rende necessario soprattutto per quanto riguarda i set all’aperto. I servizi di magazzinaggio riguardano  soprattutto i costumi e le apparecchiature tecniche. Questi magazzini molto spesso offrono anche il servizio di noleggio. Si possono trovare aziende sia specializzate nel magazzinaggio di un solo tipo di attrezzatura, sia aziende che offrono questo servizio a trecentosessanta gradi. Un discorso a parte meritano le sartorie. A Roma ve ne sono di storiche che consentono sia soluzioni su misura ma  anche semplicemente  il  noleggio di costumi per determinate tipologie di produzione. Alcune  di queste sono specializzate solo in alcuni generi. Per quanto riguarda i trasporti cinematografici, essi rivestono una funzione molto importante all’interno della produzione di un film. Le apparecchiature, macchine da presa, dolly, carrelli, steady cam, sono molto grandi e particolari e quindi richiedono personale specializzato. Nella maggior parte dei casi infatti chi opera nel settore dei trasporti cinematografici non effettua trasporti di altro tipo. Nella maggior parte dei casi le società che si occupano di trasporti cinematografici si occupa anche del noleggio delle apparecchiature che riguardano non solo la ripresa cinematografica, ma anche l’illuminazione e il trasporto delle scenografie. </p>
<p>Foto: Vladimir Melnik &#8211; Fotolia</p>
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		<title>Festival Internazionale del Film di Roma</title>
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		<pubDate>Thu, 10 Nov 2011 09:11:59 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[L’ultimo festival è terminato poco tempo fa, il 4 novembre, e anche tale manifestazione è stata caratterizzata dall’omaggio ai primi 150 anni d’Unità d’Italia che, per un’occasione del genere ha riguardato la proiezione del film muto di Mario Camerini “Rotaie” che racconta la rinascita italiana dopo la crisi del ’29. E’ stato presentato anche l’attualissimo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.laziofilmcommission.it/wp-content/uploads/2011/11/film-300x200.jpg" alt="Festival Internazionale " title="Festival Internazionale del Film di Roma" width="300" height="200" class="alignleft size-medium wp-image-88" /><strong>L’ultimo festival è terminato poco tempo fa, il 4 novembre, e anche tale manifestazione è stata caratterizzata dall’omaggio ai primi 150 anni d’Unità d’Italia che, per un’occasione del genere ha riguardato la proiezione del film muto di Mario Camerini “Rotaie” che racconta la rinascita italiana dopo la crisi del ’29. E’ stato presentato anche l’attualissimo “I cannibali” di Liliana Cavani, attuale anche per l’anno di uscita del film, il 1969, nonostante fosse rappresentata la tragedia di Sofocle, una riflessione e un ripensamento sull’autorità del potere.</strong></p>
<h2>I premi del Festival Internazionale del Film di Roma</h2>
<p>La giuria del Festival Internazionale omaggia i concorrenti con 5 tipologie di premi riconosciute dal resto delle realtà cinematografiche del mondo ma soprattutto riconosciuti dai componenti della giuria di spessore internazionale. Infatti a quest’ultima edizione erano presenti personaggi come Roberto Bolle, Susanne Bier, David Puttmann, Debra Winger per la selezione ufficiale. Da qui emergono i talenti italiani e non, ed è da osservare il nome riportato da ogni premio di stampo prettamente italiano: 3 premi Marc’Aurelio, Premi speciali Marc’Aurelio e il gran premio, il premio Marc’Aurelio all’attore e agli esordienti e il premio per il miglior documentario. E’ presente anche il premio assegnato dal pubblico che quest’anno è stato vinto da Sebastian Borensztein con “Un cuento chino”, solo questo è chiamato premio BNL. Sono presenti anche i cosiddetti premi collaterali promossi da associazioni di categoria (premio L.A.R.A.) o sponsorizzati da enti interessati come il WWF, l’Enel Cuore, l’HAG. </p>
<h2>La composizione del Festival Internazionale del Film di Roma</h2>
<p>Si può dire che il Festival lavora durante tutto l’anno, in quanto possiede due settori “il mercato internazionale del film” e “La fabbrica dei progetti”. Quest’ultima collabora con il New Cinema Network con il quale promuove e sostiene il cinema indipendente. In tale rete gli autori dei film indipendenti riscontrano la possibilità di entrare in contatto con la struttura e i soggetti che reggono l’industria cinematografica a livello europeo. Il mercato del Festival, invece, intende promuovere lo scambio degli “arnesi da lavoro” per gli interessati. Quindi provvede alla distribuzione e promozione di proiezioni, di workshop, di convegni, di videolibrary volti a sostenere l’industria cinematografica italiana e lo stesso Festival.</p>
<p>Foto: fergregory &#8211; Fotolia.com</p>
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		<title>Cinecittà</title>
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		<pubDate>Thu, 01 Sep 2011 10:07:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ciak</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Incredibilmente la capitale del cinema italiano è stata fondata da Benito Mussolini con i fondi pubblici. Cinecittà, con i suoi molteplici studi cinematografici, è stata costruita a Roma vicino al Centro Sperimentale di Cinematografia e inaugurata nel 1937. Utilizzata a tutt’oggi per le produzioni sia televisive che pubblicitarie, è il simbolo del grande cinema neorealista [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-21" title="Cameraman" src="http://www.laziofilmcommission.it/wp-content/uploads/2011/11/Studio-registrazione-300x199.jpg" alt="Studio registrazione" width="300" height="199" /><strong>Incredibilmente la capitale del cinema italiano è stata fondata da Benito Mussolini con i fondi pubblici. Cinecittà, con i suoi molteplici studi cinematografici, è stata costruita a Roma vicino al Centro Sperimentale di Cinematografia e inaugurata nel 1937. Utilizzata a tutt’oggi per le produzioni sia televisive che pubblicitarie, è il simbolo del grande cinema neorealista italiano e delle icone dei registi e degli attori che hanno segnato la storia del cinema mondiale, come Federico Fellini, Vittorio De Sica, Sofia Loren, Anna Magnani.<strong></strong></strong></p>
<h2>I set di cinecittà</h2>
<p>Cinecittà è stata simbolicamente ribattezzata “Hollywood sul Tevere” visto che dopo il neorealismo, anche la commedia all’italiana ha mantenuto il titolo di capitale del cinema. Ma non solo per questo, moltissime produzioni statunitensi trovarono il proprio set a Cinecittà: la major americane girarono a Cinecittà “Ben Hur” del 1959, “Cleopatra” del 1963 con Elizabeth Taylor e Richard Burton come anche “Il gattopardi” di Luchino Visconti che fu interamente sovvenzionato dalla casa di produzione 20th-Century-Fox. Dunque Cinecittà è stata attraversata dalle star e dalla produzione cinematografica hollywoodiana ma allo stesso tempo ha difeso le produzioni italiane proprio dal grande colosso statunitense. E così fu per tutto il periodo delle produzioni delle commedie all’italiana, dalla satira acuta e anche bonaria che rappresentavano i vari contesti storici attraversati dal paese e interpretati da Walter Chiari, Vittorio Gassman, Nino Manfredi, il grande Alberto Sordi, l’unico Totò e Ugo Tognazzi con il regista Federico Fellini che più di tutti è l’emblema di Cinecittà.</p>
<h2>Cinecittà oggi</h2>
<p>I set di Cinecittà si offrono per molteplici produzioni avendo a disposizione circa 40 ettari di suolo tutti dedicati alle ambientazioni e alle strutture cinematografiche e i cui viali alberati fanno innamorare gli attori che ci dovranno passare intere giornate. All’interno ospita anche l’Istituto Luce, struttura voluta dallo stesso Benito Mussolini ma da utilizzare solo per usi propagandistici e didattici. A oggi, oltre a costituire un archivio storico di videoregistrazioni sulle Storia d’Italia e non solo, si occupa della messa in onda di ottimi e affascinanti documentari. Mentre gli stabili di Cinecittà sono stati privatizzati e una nuova area è stata dedicata a delle ottime produzioni digitali.</p>
<p>Foto: DeshaCAM &#8211; Fotolia</p>
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		<title>Lazio Film Commission</title>
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		<pubDate>Sun, 07 Aug 2011 09:56:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ciak</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Vetrina Giovani Cineasti Italiani]]></category>

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		<description><![CDATA[Di giovane costituzione, nel recente 2007, la Fondazione riunisce finalmente le potenzialità della Roma e della Lazio Film Commission allo scopo di favorire maggiormente l’imprenditorialità e il turismo cinematografico che il territorio offre per vie naturali: strade, residenze storiche, monumenti, chiese, affreschi e mosaici, sculture e architetture artistiche che caratterizzano il patrimonio artistico ereditato naturalmente [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.laziofilmcommission.it/wp-content/uploads/2011/08/lazio-300x200.jpg" alt="Il lavoro della Lazio Film Commission" title="Lazio Film Commission" width="300" height="200" class="alignleft size-medium wp-image-77" /><strong>Di giovane costituzione, nel recente 2007, la Fondazione riunisce finalmente le potenzialità della Roma e della Lazio Film Commission allo scopo di favorire maggiormente l’imprenditorialità e il turismo cinematografico che il territorio offre per vie naturali: strade, residenze storiche, monumenti, chiese, affreschi e mosaici, sculture e architetture artistiche che caratterizzano il patrimonio artistico ereditato naturalmente dalla capitale del mondo.</strong></p>
<h2>Il lavoro della Lazio Film Commission</h2>
<p>Attualmente la fondazione sta lavorando al sostegno degli sceneggiatori italiani e francesi al fine di un connubio tra creatività dell’una e dell’altra nazione che in Europa rappresentano le migliori espressività cinematografiche. Così la Lazio Film Commission sta promuovendo progettualità a sostegno prima di tutto del lavoro di sceneggiatura, ovvero della scrittura dei testi, dei dialoghi, dei luoghi e delle annotazioni tecniche dei film che la Lazio Film Commission avrà tutto l’interesse di promuovere come prodotto dell’Atelier Farnese. Nell’ambito della promozione di giovani autori, registi e attori è interessante il lavoro che la fondazione sta portando avanti con il Cinecampus, ovvero un laboratorio a cui registi e attori riconosciuti come Ornella Muti, Marco Bellocchio, Carlo Lucarelli, Paolo Virzì, Giovanni Veronesi conducono i laboratori di cinema organizzati dalla Lazio Film Commission. Di fatto i partecipanti al Cinecampus hanno conquistato anche il premio di miglior film nella Vetrina dei Giovani Cineasti Italiani con la presentazione di “Appartamento ad Atene” diretto da Ruggero Dipaola con cui la Lazio Film Commission si è presentata al recente Festival Internazionale del Film di Roma. </p>
<h2>La Lazio Film Commission su smartphone</h2>
<p>Per gli appassionati è possibile scaricare l’applicazione per smartphone con cui è possibile aggiornarsi e seguire qualsiasi novità cinematografica sfornata dalla città che più di tutte rappresenta il cinema italiano. Si tratta di un’applicazione voluta dal Ministero dei Beni e le Attività Culturali. L’applicazione è scaricabile in maniera gratuita da App Store ed è indicata come i-MiBAC Cinema offerta per seguire le news e gli approfondimenti e tra poco anche per ricevere parti didattico-formative per chi vuole seguire un’altra arte per cui l’Italia è un’ottima rappresentante. E’ necessario specificare che tale applicazione è stata prodotta specificamente per la Lazio Film Commission.</p>
<p>Foto: max blain &#8211; Fotolia</p>
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		<title>La Mostra del Cinema di Venezia</title>
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		<pubDate>Fri, 29 Jul 2011 09:41:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ciak</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Marco Muller]]></category>
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		<category><![CDATA[Venezia]]></category>

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		<description><![CDATA[La Mostra del Cinema nasce nel 1932. Passa sotto il nome della Biennale di Venezia che in realtà include la Mostra del Cinema di Venezia. Esiste da ormai 68 anni ed è ambita dalle migliori star di Hollywood. Il tappeto rosso e le centinaia di flash delle macchine fotografiche che andranno a riempire altrettante centinaia [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.laziofilmcommission.it/wp-content/uploads/2011/11/Pellicole-300x225.jpg" alt="Cinematografia" title="Pellicole" width="300" height="225" class="alignleft size-medium wp-image-13" /><strong>La Mostra del Cinema nasce nel 1932. Passa sotto il nome della Biennale di Venezia che in realtà include la Mostra del Cinema di Venezia. Esiste da ormai 68 anni ed è ambita dalle migliori star di Hollywood. Il tappeto rosso e le centinaia di flash delle macchine fotografiche che andranno a riempire altrettante centinaia di riviste cinematografiche e di gossip attendono con enfasi giornalistica l’evento di cui parleranno per lungo tempo, presentata dal direttore della Mostra Marco Müller, produttore e critico cinematografico italiano.</strong></p>
<h2>Pietre miliari della Mostra del Cinema di Venezia</h2>
<p>I Leoni d’Oro al miglior film o alla carriera assegnati dalla Mostra del Cinema di Venezia hanno determinato la storia del cinema mondiale e la vita dei divi del cinema. In 68 anni di vita, si può dire che il palcoscenico del Lido di Venezia è stato attraversato dalle icone del cinema fin dagli anni Quaranta che hanno visto arrivare in Italia registi del calibro di Fritz Lang, Duvivier, Orson Welles e i grandi attori come Rita Hayworth e Anna Magnani premiata nel 1946 con la Coppa Volpi come migliore attrice. Successivamente i volti e i nomi si rinnovano con premi assegnati al giovane Marlon Brando, ad Alberto Sordi, Silvana Mangano in particolare per il film di Mario Monicelli “La grande Guerra”. Ma ciò che caratterizza gli anni Cinquanta sono la diffusione e la sperimentazione di altri stili cinematografici accolti dalla Mostra del Cinema di Venezia. Infatti al Lido giungono registi e attori giapponesi, indiani, dell’Est Europa e molti francesi.</p>
<h2>Novità alla Mostra del Cinema di Venezia</h2>
<p>Oggi sono i motoscafi che fanno sbarcare i divi del cinema internazionale alla mostra. Sembra un traguardo per il solo fatto di raggiungerlo con giornalisti e fotografi alle calcagna. Le vere novità di quest’anno sono state rappresentate dall’ampia schiera di giapponesi e cinesi presenti che si sono guadagnati i premi più prestigiosi. Infatti il premio per la miglior regia è assegnato al cinese Shangjun CAI con “People Mountain People Sea”, la Coppa Volpi alla cinese Deanie Yip per l’interpretazione di “A Simple Life”, come il premio Marcello Mastroianni per giovane attore emergente donato all’ottima interpretazione di un esordiente giapponese. </p>
<p>Foto: Ian O&#8217;Hanlon</p>
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		<title>La cinematografia italiana</title>
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		<pubDate>Sun, 10 Jul 2011 09:36:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ciak</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.laziofilmcommission.it/wp-content/uploads/2011/11/Cinematografia1-300x176.jpg" alt="Cinematografia nel mondo" title="Insegna cinema" width="300" height="176" class="alignleft size-medium wp-image-9" /><strong>Forse è l’arte che ha vissuto la più rapida evoluzione rispetto alle altre, dal muto al sonoro, dal bianco e nero alla visone a colori, dal breve al lungo film, l’arte cinematografica ha conosciuto, nell’arco di un secolo, impressionanti passi in avanti. Dalla fine dell’Ottocento a fine Novecento la proiezione delle immagini fisse che diventano film, i testi, i dialoghi, le storie, gli attori sono diventati l’arte che offre sogni al più vasto pubblico. E l’Italia, come capitale mondiale dell’arte, non è mancata nel diventarne protagonista.</strong></p>
<h2>Storia della cinematografia italiana</h2>
<p>Filoteo Albertini nel 1895 creò il cinetografo, uno strumento in grado di incidere, mettere le immagini in movimento e proiettarle. La cinematografia italiana inizia da questo strumento che a distanza di 10 anni ottiene come primo risultato “La presa di Roma” del 1905. Ciò si svolge a Torino mentre il resto d’Italia è già colmo di sale cinematografiche, oltre 500 nel 1907. La prima fase della cinematografia italiana fu caratterizzata dalla produzione dei kolossal storici come “Quo vadis?” e “Cabiria” e i melodrammi come “Assunta spina” interpretata dalla famosa Francesca Bertini. La prima guerra mondiale bloccò la produzione dei primi capolavori della cinematografia italiana dando spazio, in tal triste periodo, a pochi film d’avventura. A differenza di altri settori, il cinema, fu promosso e fortemente sostenuto dal regime fascista poiché considerato utile per la propaganda. Tanto da rimpinguare il numero degli studi cinematografici italiani e addirittura richiamare in Italia registi e autori fuggiti dal regime fascista italiano come Augusto Genina e Carmine Gallone, o dalla Germania nazista poiché di origini ebraiche.</p>
<h2>Il neorealismo per la cinematografia italiana</h2>
<p>Dopo il fascismo ci fu un periodo abbastanza “leggero” per la cinematografia italiana tanto da prendere il nome di “Cinema dei telefoni  bianchi” poiché si trattava di film ambientati in ambienti alto-borghesi. Solo dopo questa fase esplode a livello mondiale il cinema italiano col suo neorealismo che toccherà l’apice di questa nuova arte. Così si avrà “Roma città aperta” di Rossellini interpretato dalla magnifica Anna Magnani e tanti altri come “Sciuscià” e “Ladri di biciclette” di Vittorio De Sica e Zavattini, altri ancora di Luchino Visconti. </p>
<p>Foto: icholakov &#8211; Fotolia</p>
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